- La Casa dellArte è un sodalizio di artisti costituitosi
nel febbraio 1995 a Rosignano Marittimo (Livorno) intorno ad un progetto di presentazione
e promozione della ricerca artistica soprattutto nei suoi aspetti di sperimentazione di
mezzi operativi, materiali, linguaggi, dunque in una prospettiva di multimedialità
chiaramente indicata nella sua denominazione: Progetto multimediale per lArte
visiva. I soggetti impegnati in tale progetto, sono: Raimondo Del Prete,
Alberto Morelli, Enrico Mori (Rosignano Solvay), Franco Santini (Vada), Bruno
Sullo (Livorno), Ivano Vitali (Firenze).
- Nella presentazione sintetica riportata in quarta pagina di copertina
dei cataloghi si legge: «Il Progetto si rivolge ai vari e diversi aspetti ambiti
operativi, dal video alla performance, dalla installazione alla pittura», dunque ad uno
scenario ampio ed articolato nel quale sono espressamente citate le declinazioni
"effimere" dellarte, «ed ha lo scopo di stimolare le potenzialità
espressive e di offrire quante più possibili occasioni di lavoro, dincontro, di
riflessione».
- Il Progetto è ormai attivo da oltre nove anni, durante i quali è
stato portato avanti con alacrità e rigore, secondo uninterna articolazione in
varie sezioni operative, ciascuna dedicata a un aspetto diverso della ricerca artistica:
programma espositivo, settore sperimentale (Casamori), ricognizione delle realtà
del territorio, proposte dei giovani, rassegne multimediali, collana artistico-letteraria.
- Oltre a ciò, la Casa dellArte si propone come un
sodalizio di artisti che operano in prima persona nel campo dellarte, secondo
modalità autonome, correlate a progetti, poetiche e finalità del tutto personali, che
possono coesistere e dialogare, ma non sono mai forzosamente condotte
allomologazione.
- Alberto Morelli indaga il rapporto tra le parti hard e soft
del mondo, tradotte in termini artistici con la luce (ed il fuoco) e il metallo;
Enrico Mori è alla sistematica ricerca di forme da tradurre
emblematicamente sui suoi grandi teli di stoffa, ed eventi di quotidiana poesia; I
Santini Del Prete, attraverso una persistente contaminazione tra arte e professione
(di ferrovieri), scoprono la non-arte, il lato "negativo" della
creatività che ne rafforza i termini propositivi; Bruno Sullo lavora intorno al
suggestivo concetto di confine, espresso dalloggetto finestra, che è la
linea sottile lungo la quale mondi diversi ed anche opposti coesistono, integrandosi
invece di negarsi; Ivano Vitali resta fedele alla sua materia privilegiata, i fogli
di giornale, di cui mantiene la forte carica concettuale e comunicativa anche quando la
piega a esigenze espressive diverse e talora spiazzanti (vedi le sue incursioni nel mondo
della moda).
- Il campo dazione dei componenti la Casa dellArte
spazia dunque nei più disparati campi dellespressione artistica: da quello
"tradizionale" (opere visive destinate allesposizione) alla poesia,
alla recitazione teatrale, alla critica darte. Molti dei loro sforzi sono però
indirizzati allespressione effimera dellazione "live", intesa
sia come evento realizzato in mezzo al pubblico, sia come progetto video da presentare nei
vari eventi multimediali. Nella presente occasione, sono presentati uninstallazione
di sagome di legno che rappresenta ciascun artista in atteggiamenti e abbigliamenti in
qualche modo indicativi al tipo d lavoro che svolge, ed alcuni video prodotti da alcuni di
loro come opere individuali; ma soprattutto è presentato un video, intitolato Autoritratto,
che si presta in modo singolare ad illustrare le varie poetiche e i progetti personali
degli autori.
- Autoritratto è, al tempo stesso, una performance collettiva
eseguita nel teatro di Artimbanco, in località La cinquantina, Cecina, nel 2002, e
un video identificativo del Gruppo che, conservando rigorosamente lautonomia del
lavoro individuale, può definirsi una sorta di sceneggiatura con forti connotazioni
teatrali, basata su un testo, letto da una voce recitante, che racconta (più che
descrivere) lopera di ogni autore. Così sono posti in scena lidentificazione
dolorosa tra uomo e gabbiano (tema ricorrente di Mori), le divise da ferrovieri (I Santini
Del Prete), la finestra e il tema collegato del confine (Sullo), la cattura del vento e
della vita con sacchi fatti di fogli di giornale (Vitali). Nel racconto delle azioni e
nella loro interpretazione "teatrale", il video offre una sintetica ed
immaginifica illustrazione dellattività artistica dei singoli autori, oltre che,
naturalmente, proporsi come opera esso stesso, dotata di forza e suggestione, e, si
deve dire, di valore visivo intrinseco.
-
- Livorno, gennaio 2004
Bruno Sullo
Nella serata di inaugurazione Bruno Sullo ha
realizzato la performance "Confesso che son vivo"

La performance, dal titolo scopertamente nerudiano, ha un'impostazione scopertamente
autobiografica. Si compone di una serie di azioni e di situazioni organizzate a costituire
una sorta di mosaico, articolato e complesso, che ripropone le esperienze più importanti
della mia vita artistica: autori con i quali ho un debito di riconoscenza, citazioni di
esperienze poetiche effettuate nel passato, prospettive future, delusioni e
risollevamenti, luci ed ombre di una vita, come tutte, problematica, ineguale, degna
dunque di essere vissuta.
In una prospettiva di coerenza ideologica con tutta la mia riflessione artistica, presento
anche qui la finestra, mio tema abituale, come immagine, parola, figura simbolica. La
finestra conserva tutto il suo significato di elemento di passaggio (di confine) tra mondi
diversi ed anche opposti, ma è qui da vedere soprattutto come il segno tangibile, il
riferimento emblématico al mio lavoro artistico.
Pertanto, tutte le azioni che prevedono l'utilizzo della finestra trascendono il livello
della contingenza e pongono in gioco tutta la mia sensibilità e la mia poetica
esistenziale. La costruzione, l'accensione ed il successivo spegnimento dell'immagine di
finestra ottenuta con 29 candele è una palese allusione all'atto di creazione e ai suoi
rischi di instabilità, di inadeguatezza, di insuccesso. Dunque il lavoro, pur
sottolineando il proprio "taglio" artistico, si pone ad un livello di metafora,
per adombrare situazioni, ideare ipotesi di sopravvivenza, lasciar filtrare le ansie e le
incertezze del vivere. La nota melanconica che è inserita con l'ultima poesia è, proprio
alla fine, tagliata da un brusco sussulto, un piccolo moto di ribellione, anch'esso, del
resto, testimonianza di vita.
Bruno Sullo
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