Studio Bardi 21 - Firenze 2005

CON-TEMPORANEI 

presentazione di Patrizia Landi

DINO CASTELVECCHI

Le opere di Dino Castelvecchi vivono in bilico tra casualità e progetto. L' "oggetto trovato", il consunto prodotto industriale, viene decostruito e rimontato in insolita struttura; lamiere contorte si trasformano in nuove forme, essenziali, sintetiche, "classiche", divenendo icone della civiltà post-industriale. Forme svettanti come pinne di pescecane, forme arrotondate, arcuate, reminiscenza di tavole trecentesche.
Monumento alla Macchina, pendolo-spada-di-Damocle, si chiude il sipario sulla civiltà industriale. Nuova estetica della macchina: bellezza dei circuiti stampati, bellezza delle lamiere consunte, bellezza del materiale industriale. Estetica dell'obsoleto, dell'usato, del vissuto.
Una costante nell'opera di Castelvecchi è il fattore tempo, inteso come filo a piombo, come asse che unisce cielo e terra. Tempo come traccia; transito dell'essere pensante sul pianeta, testimonianza del lavoro umano attraverso residui di oggetti.
Cielo plumbeo, terra-miniera, nero-fumo congelato su legno, pesantezza e densità.
Forme che si accalcano e parzialmente si sovrammettono, forme rievocanti pale di turbine. Colore amaranto-azzurrognolo della lamiera, processo alchemico. Con il minimo intervento pittorico l'artista accelera il processo di consunzione e di trasformazione; il materiale inerte ritorna vitale. Tecnica mista, polveri industriali, effetto tattile-materico. Giacimenti di polvere, tempo come patina. Bellezza delle macerie, Ciminiere-Cattedrali, effetto bassorilievo: solenni, sacrali documenti di fine millennio. Il frammento, scartato dall'industria, recuperato al disfacimento, risorge a nuova vita e acquista la dignità e la classicità del marmo; le ruggini diventano preziose venature.

artnest creatività e benessere - Firenze 2009

SENTIRE L'ARTE

presentazione di Giuliano Allegri

Pochi sanno che negli anni '90 artisti come Castelvecchi, Morelli e Vitali, fondarono a Firenze un movimento, denominandolo A..R..F. (Arte Ricerca Firenze).
La scintilla iniziale che ha generato l'idea di fondare questo gruppo è scaturita dall'intento di divulgare unitariamente un progetto culturale di questi artisti, una ricerca di pensiero, una comune filosofia nell'uso di materiali di scarto, lamiere, plastiche, sabbia, carta, utilizzando tutti questi materiali per la costruzione di opere pittorico-materiche. Questi artisti si proposero in una prima mostra a Rosignano Solvay (Livorno) curata dal critico d'arte Dino Pasquali e dal poeta Dino Carlesi. I testi furono stampati in ciclostile e raccolti in un catalogo modesto che tuttavia rimane a tutt'oggi una pietra miliare nel percorso di questi tre artisti ripresentati oggi in questa bella mostra organizzata da "ARTNEST "

Dino Castelvecchi

Un uomo semplice e cordiale, una persona raffinata nei modi e nelle espressioni, colto e sensibile, umile davanti al suo lavoro.
Quando l'ho incontrato la prima volta per visionare nel suo studio i dipinti che egli quasi timidamente mi presentò, confesso che ne rimasi stupito e folgorato. Le opere che passavano una ad una davanti ai miei occhi, lasciavano dentro di me una traccia indelebile di un percorso a me sconosciuto e mi nacque il rimpianto di non avere scoperto prima del nostro incontro ciò che quell'uomo timido nascondeva nel suo animo, nonostante lo avessi incontrato più volte come visitatore ai miei vernissage in galleria.
Devo ringraziare di questo incontro il comune amico Gianni Dorigo per avermi suggerito di andare a scoprire il lavoro di Castelvecchi.
Il nostro incontro e la stima professionale che ho di lui ha generato un immediato rapporto di collaborazione e di conoscenza del movimento A.R.F.
Di lui ho parlato ampiamente in un testo di presentazione alla sua mostra antologica tenutasi alla "Saletta Viviani " (Pisa)

 

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