- "Il solco della memoria"
- terza parte
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- Mio nonno Urbano è stato per un momento
della sua vita "un grande artista".
- E questo è successo nel periodo fascista,
quando, contadino a mezzadria nella campagna dellAppennino, vicino a Castrocaro
Terme (FO) partecipò alle gare per "il podere" più
pulito e ordinato della zona.
- Si racconta in famiglia che il nonno, per
vincere, trasformasse il letamaio in un grande parallelepipedo bianco. Aveva squadrato il
mucchio di letame ormai secco, tagliando e pareggiando i lati con il tagliafieno,
(attrezzo che solitamente usava per tagliare piccole quantità di fieno dal pagliaio), poi
lo aveva imbiancato, usando la calcina viva.
- Pensare oggi a quellintervento
nellambiente in senso creativo ed estetico, e al nonno come a un precursore della
land - art, è forse eccessivo; di sicuro, da autentico romagnolo, il nonno realizzava le
più belle performances ballando valzer, polka e mazurca.
- Per ricordarlo, realizzo questa azione con
laiuto di alcune persone del pubblico e il grammofono del nonno. Le persone vengono
una alla volta ricoperte con grandi sacchi di quotidiani. Successivamente, al suono della
musica del grammofono, strappo altri quotidiani in tante stelle filanti che lancio per
aria mentre i sacchi ... si muovono e ballano.
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- Performance realizzata il 17
aprile 1999 a Vincigliata di Fiesole in occasione dellinaugurazione dello
"Studio dArte"
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- Urbano. Soprannome: Delmo (n.11/3/1900 a Provezza -
Cesena (FC) m. 21/6/1988 ad Argenta FE)
- Sposa Garavini Ida (4/2/1903 - Argenta 18/8/1985)
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