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                Mio nonno Urbano

Tre performances di Ivano Vitali

"Il solco della memoria"

Prima parte
 
Quand’ero piccolo abitavo con i miei genitori nella casa del nonno, ricordo che andavo volentieri a trovarlo per sentire la musica del grammofono. Al nonno piaceva vedermi ballare e mi applaudiva. Io giravo su me stesso come una trottola e mi fermavo solo per prendere fiato e alla fine di ogni disco lo aiutavo a girare la manovella.. Valzer, polka, mazurka erano le musiche che preferiva ascoltare. Da Cesena, dove era nato e vissuto, si era trasferito con i figli adulti a Campotto d’Argenta (FE), Quella musica gli ricordava il ballo, i vecchi amici, il suo passato romagnolo.
Quel grammofono diventò mio quando nel 1976 riuscii a cambiare nei suoi ingranaggi la grossa molla rotta, trovata in un negozio di vecchi strumenti musicali -che dopo poco chiuse- in via de’ Fossi a Firenze.
Come poteva immaginare nonno Urbano, che un giorno una piccola parte dei sui ricordi sarebbero "tornati" fino a Piazza Saffi? Una piazza che lui, da repubblicano com’era, amava molto.
La presente performance, realizzata con l’uso dei soli quotidiani, prevede una prima parte in cui l’artista copre con grandi sacchi una decina di persone prese fra il pubblico per creare "sculture mobili". I loro movimenti permetteranno combinazioni sempre diverse.
Successivamente l’artista strappa quotidiani in tante strisce, che getta per aria, per creare con la "grafica nell’aria" una festa.
La musica del vecchio grammofono portatile del nonno, accompagna l’artista in quest’ultima parte.
A ricordo di mio nonno.
 
Performance realizzata sabato 16 maggio 1998 alle ore 18 in Piazza A. Saffi in occasione della manifestazione "Piazzacolori-Artforum" Patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Forli con la collaborazione dell’Ente Cult. "Etica" e "Gruppo Artivarie"di Forlì.
"Il solco della memoria"
seconda parte
 
Caro Luigi
Ti invio la documentazione della performance che vorrei realizzare a Imola domenica 6 giugno 1999.
"Il solco della memoria" (parte seconda) è dedicata a mio nonno Urbano, romagnolo di Cesena, classe 1900 e "grande ballerino".
Ho deciso questo ricordandomi quando il nonno a 60 anni (io ne avevo otto) fu ricoverato all’ospedale di Imola in fin di vita per una grave forma di alcolismo. Qui ricevette cure che lo salvarono e fu tale la reazione che il nonno per 28 anni ancora non "toccò" più il vino.
Ricordo però che durante i pasti metteva sempre una fetta di limone nel bicchiere per nascondere il "sapore dell’acqua" che non sopportava.
Per ricordarlo nei momenti più belli ho con me il suo grammofono d’epoca che mi accompagna nella performance.
L’azione si realizza con l’intervento del pubblico all’interno della Rocca Sforzesca - Cortile di Leonardo . Dopo aver allineato una decina di persone, le copro una alla volta con grandi sacchi realizzati con quotidiani che gonfio prima con l’aria.
I sacchi allora, come fossero sculture mobili, si muovono, ballano ... seguendo la musica del grammofono, (musica: "Il trillo del diavolo" di A. Cuscina) mentre io strappo altri quotidiani in tante strisce che lancio in aria come fossero tante stelle filanti. E’ la festa ...
Al termine libero le persone dal loro sacco e le applaudo.

 

"Il solco della memoria"
terza parte
 
Mio nonno Urbano è stato per un momento della sua vita "un grande artista".
E questo è successo nel periodo fascista, quando, contadino a mezzadria nella campagna dell’Appennino, vicino a Castrocaro Terme (FO) partecipò alle gare per "il podere" più pulito e ordinato della zona.
Si racconta in famiglia che il nonno, per vincere, trasformasse il letamaio in un grande parallelepipedo bianco. Aveva squadrato il mucchio di letame ormai secco, tagliando e pareggiando i lati con il tagliafieno, (attrezzo che solitamente usava per tagliare piccole quantità di fieno dal pagliaio), poi lo aveva imbiancato, usando la calcina viva.
Pensare oggi a quell’intervento nell’ambiente in senso creativo ed estetico, e al nonno come a un precursore della land - art, è forse eccessivo; di sicuro, da autentico romagnolo, il nonno realizzava le più belle performances ballando valzer, polka e mazurca.
Per ricordarlo, realizzo questa azione con l’aiuto di alcune persone del pubblico e il grammofono del nonno. Le persone vengono una alla volta ricoperte con grandi sacchi di quotidiani. Successivamente, al suono della musica del grammofono, strappo altri quotidiani in tante stelle filanti che lancio per aria mentre i sacchi ... si muovono e ballano.
 
Performance realizzata il 17 aprile 1999 a Vincigliata di Fiesole in occasione dell’inaugurazione dello "Studio d’Arte"
 
 
Urbano. Soprannome: Delmo (n.11/3/1900 a Provezza - Cesena (FC) m. 21/6/1988 ad Argenta FE)
Sposa Garavini Ida (4/2/1903 - Argenta 18/8/1985)
 

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