Meditazione
Il dono del maxicalzino
 
Come alcuni di voi sanno, qui ad artnest gli oggetti parlano. Cominciarono, nella preistoria dell’associazione, le biciclette d’artista e poi hanno continuato i gomitoli: non tutti, almeno per ora, perché non sempre è facile cogliere la loro voce. Occorre silenzio (preferiscono la notte o la sera tardi) e che l’umano che li sente e che traduce il loro dialogo o monologo, sia in totale sintonia con loro.
L’altra sera, era tardi, avevo finito il primo incontro del benessere del ciclo “Il corpo è la mia casa” , quello dedicato al cuore. Stavo mettendo a posto, con il cuore che cantava perché si era sentito al centro dell’attenzione (il cuore ama essere al centro dell’attenzione), quando sento il maxicalzino che vedete appeso alla parete che mi dice: “Ehi, Maddalena; ma lo sai che io mi sento un po’ solo qui tutto il giorno e tutta la notte. Te la ricordi la mia storia? Ivano mi ha ideato per mandarmi alla Biennale della Carta in Olanda. E là non sono stato mai solo. Ero in quel grande museo di Apeldoorn, ma quanti visitatori sono venuti. Tra tutti, quelli che mi hanno apprezzato di più sono stati i bambini. Ti ricordi all’inaugurazione quel bambino che continuava a ripetere: “sock, big sock”. “Si ,me lo ricordo, la sua mamma era una gallerista di New York e ci aveva fatto un pensierino a portarti via…in America.”  “Francamente la transvolata atlantica mi faceva un po’ paura. Sai, mi sento molto europeo, anzi italiano di nascita, con DNA fiorentino. La mia carta è totalmente grigia, presa dal ”Firenze”: Ivano ha lasciato da parte foto e pubblicità perché ricordassi i calzini tradizionali dei contadini di una volta. I maxi-ferri se li è costruiti da solo. Ma  quante lezioni di maglia ha preso da sua madre!” “E’ vero, maxi-calzino, da me non ha imparato. Io non ho mai concluso neanche una sciarpa con la maglia! ”
“Sai cosa mi sovviene, Maddalena?” “Dimmi” “ … che le bici degli artisti ti lasciavano un regalo come ricordo della loro permanenza ad artnest… Siamo quasi a Natale ed io voglio farti un regalo”
“Grazie maxi-calzino. Sono proprio curiosa. Cosa mi regali?” “ Ti regalo la consapevolezza di non sentirti mai sola o abbandonata, di sentirti coccolata, sempre nella Luce, anche quando tutte le luci sono spente e tutti se ne sono andati.” “E’ un bellissimo regalo, maxi-calzino. Ed io ti ricambierò. Farò qui ad artnest la festa della Befana, il prossimo 6 gennaio con tanti amici quanti artnest ne può contenere.”
 
  Fin qui la meditazione che ha preceduto la cena...
Dopo cena è stata letta la lettera che la Befana ha lasciato ad artnest...

  

Dalla Befana Puntuale alla Dottoressa Maddalena Ghini, Presidente di artnest

Cara Presidente di artnest,

                                sappia che la citerò per diffamazione. Lei ha mandato in giro per il World Wide Web che io sarei una Befana Ritardataria. Ebbene no, non lo sono, e per dargliene riprova sono già venuta qui stanotte ed ho portato cipolle ed aglio a volontà per lei e per i frequentatori abituali ed occasionali di artnest. Ho portato anche un po’ di cavallucci, visto che lei è di Monteroni d’Arbia in quel di Siena e che, secondo l’uso della sua infanzia anche quest’anno  mi ha fatto trovare un fastellino di legna raccolto con le sue mani.  L’ ho apprezzato molto anche perché la legna è diventata cara oggigiorno: i tagliaboschi vogliono la paga sindacale. Solo qualcuno fa’ eccezione e me ne regala un po’, sapendo che io sono povera. A proposito di povertà,  ma come è venuto in mente a suo marito di raccattare i giornali  e farne vestiti. Ma sa che è stata una bella idea. La carta tiene caldo e, lavorata a maglia, è ancora più solida. Solo che non accosta proprio del tutto e per i piedi mi farebbero tanto comodo quelle belle calzette di lana rossa che le ha fatto sua suocera. Sono fatte con una lana di prima qualità, non come quelle di avanzi di lana che in genere mi faccio da sola. E poi me lo lasci dire, anche se le nuore non amano sentir parlare mai bene della suocera, suo suocera è una maestra d’arte. Osservi il gioco di dritto e rovescio delle maglie e quel triangolino fatto per creare lo spazio del calcagno! Lo so che gliele ha fatte per raccogliere decorosamente i miei doni qui ad artnest, ma se lei  me le regala, le faccio un dono: comparirò qui ad artnest tutti gli anni per il piacere suo e dei suoi ospiti. Come quest’anno in una calza metterò agli e cipolle, nell’altra raccoglierò i doni degli ospiti che, essendo adulti, devono imparare l’arte di “Befanare” cioè essere la Befana gli uni per gli altri. Quest’anno a suo marito regalerò una grande opportunità. Quella di riposarsi come performer ed avere una sostituta d’eccezione: la Befana, disposta ad indossare uno dei suoi  abiti, da mostrare agli ospiti …insieme alle calzette rosse.

                                    Con tanti auguri  per tutto il 2010.

                                                Con affetto

                                                                      La sua BEFANA puntuale

P.S. Posso rinunciare a citarla per diffamazione se pubblicherà il mio nome seguito dall’aggettivo PUNTUALE.

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