ARTISTI PARALLELI
Mauro Andreani = Paolo Bottari
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Gruppo AMODALI di Dino
Sileoni
Effimero amodale: la mia poetica
Amo-amo. Il mio gruppo praticamente non esiste. Ma se chiamo posso formarlo dalla sera
alla mattina o viceversa, per poi sciogliersi come nell'acqua il sale. Io personalmente
non conosco il modo dell'arte e neanche possiedo un modo né lo cerco, quando m'accingo a
fare comincio con un'idea e proseguo cambiando tutto. Sì certo ho la volontà di fare
ricca di passione ma nel cammino trovo sempre chi me la spegne. Non leggo: divoro libri e
nella vita da poeta lascio al destino le mie 4 ossa (letteralmente sono minuto). Non
faccio oboli né tendo a compassione; scettico, mi butto a capofitto ed ironizzo persino
con me stesso. Nel sociale sono asociale; nell'amore con le donne sono maldestro; se ho
idee di sinistra svolto la strada a destra e quando a destra mi cacciano a sinistra, al
centro non ci so stare; nei momenti di gioia urlo come un cane in una botte di vino, o
quantomeno come un vegetariano in una cella frigorifera piena di carne. Ieri ho incontrato
un vecchio più vecchio di me e l'ho ingiuriato perché voglio sempre il primato su
qualcosa: se partecipo ad una riunione di giovani non accetto di essere il più vecchio.
Sono cattivo, se vedo un mendicante lo scalcio se vedo una donna indifesa la violento.
Troppo scontento per essere amico, sono così da quando per "troppa tenerezza ho
perso la mia vita". Insisto, sono amodale, vi prego, non mettetemi troppo imbarazzo,
non so far nulla e men che men l'artista; nella note il mio senso è uno sguardo da bruto,
un camminare "a ruota" e così creo: Volevo fare un piffero italiano ma è
venuta fuori una pipa inservibile + tre note mute. - Costruisco cappelli per i senza
testa. - Filo lana per quelli all'equatore. - Vendo riso verde alle macellerie. -
Scolpisco opere eterne che durano un minuto. -
Il mio museo sta tra il mare e la battigia: è fatto di sabbia, di sale e acqua.
Dicembre 30 2003
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il GRUPPO SINESTETICO
si è unito con tre componenti nel 1999 [ Mauro Albertin , Massimo Perseghin , Antonio
Sassu] , non riteniamo chiuso ad un numero , in quanto il Gruppo Sinestetico può essere
uno , cento , centomila , nessuno , chiunque interragisca , cooperi , o condivida un
momento artistico con i sinesteti , lui stesso in quel momento diventa un
"SINESTETA".
speriamo di avervi fatto piacere questo "pensiero sinestetico", le , molte volte
che abbiamo avuto con voi cooperazione , ne siete stati concettualmente contagiati ,
ritenendovi sinesteti a tutti gli effetti.
Un grosso progetto che il Gruppo Sinestetico programma da quasi un anno , è : CONTAGIO
INDOSSATO , attualmente supportato da oltre 130 artisti da ogni parte del mondo , e che
presenteremo alla London Biennale 2004 su Cd-rom già approvato dal direttore della
Biennale David Medalla(maggio/agosto 2004), è un esempio lampante di come gli artisti
contagiati in questo progetto , siano di fatto diventati dei "SINESTETI".
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La Casa dell'Arte è un gruppo costituitosi nell'estate 1995 a Rosignano (Livorno) intorno a un progetto articolato in due livelli principali: a) operare nel campo dell'arte con intenti unitari senza disperdere i valori individuali; b) dar vita a un programma di promozione dell'arte contemporanea nella sua versione più aperta all'innovazione, alla ricerca, alle modalità espressive inusuali ed "improprie".
In rapporto al primo aspetto, il Gruppo si pone come una comitiva di artisti, ciascuno caratterizzato da un proprio ambito di interessi e da una propria specificità di linguaggio, che percorrono un tratto di strada stando insieme senza rinunciare mai alla propria individualità, e sono dunque in grado di realizzare un progetto operativo ampio e variato, non forzosamente costretto all'uniformità. Tale progetto è già stato presentato in varie sedi ed occasioni: Bienno (1996), Forlì, Firenze, Colonia (D)(1997), Vada (1998), Verduno (1999) Firenze, Ascoli Piceno, Forlì (2000), Bologna, Mülheim an der Ruhr (D) (2001), Cecina (2003)
Nella seconda prospettiva, la Casa dell'Arte gestisce un suggestivo spazio espositivo nel Palazzo Marini del Castello di Rosignano Marittimo, dove realizza il proprio progetto di promozione artistica. Così si legge nella quarta pagina di copertina dei cataloghi: "Con questo progetto intendiamo creare nel territorio in cui viviamo ed operiamo uno spazio dedicato alla ricerca contemporanea nel campo delle Arti Visive. Il nostro invito si estende ai vari e diversi ambiti operativi, dal video alla performance, dall'installazione alla pittura, nell'intento di stimolare le potenzialità espressive ed offrire quante più possibili occasioni di lavoro, di incontro e di riflessione". Tutte le iniziative hanno il patrocinio dell Assessorato alla Cultura del Comune di Rosignano Marittimo (Livorno).
Fanno attualmente parte della Casa dell'Arte: Raimondo Del Prete, Alberto Morelli, Enrico Mori, Franco Santini, Bruno Sullo ed Ivano Vitali.
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Fin dallinizio sadoMarta si è occupata di investigare la
musica con sonde endoscopiche. Di volta in volta lavorando sullalea, sulla tecnica
dodecafonica, sui cluster, sulla voce, sui timbri, sulla variazione della continuità
fonica, sul pianoforte, sul violino, sulla chitarra, sul computer, sul concetto stesso di
suono. La polisemia, vecchia manovra, che non esiste (screditata e sdilinquita)
tuttavia ancora è in tanta sedicente arte - è qui calligrafia che squarcia le figure
retoriche.
Il suono è solo uno scherzo. E sadoMarta è orbata allo scacco della
musicazione. Non solo il versante poetico ma anche quello visivo è frequentato
reading in sprechgesang, canto sospeso, cortometraggî, video, ludi visivi
- cioè
il montaggio dei suoni e delle parole vien via secondo il principio del plastic cut, del
jump cut, del cut seriale matematico: se il montaggio normale è una dominante di
collegamenti in accordo col ritmo, il nostro montaggio è una gestalt che doppia le forme.
Un fatuus non-teleologico. Suoni e immagini non si connettono. Così, molto presto, siamo
finiti ad occuparci del tempo: minime, semiminime, crome... una metrica di aiòn che
accompagna ogni gesto serio nella ricerca musical-poetica. sadoMarta è coinvolta con la
fine del naturalismo, in una radicale ermeneutica del mondo diviso in frammenti.
Scarabocchi, scribble (Twombly, le avanguardie storiche, linformale, Fluxus),
larte scrittoria orientale: ideogrammi, geroglifici, pittogrammi. Il
fonogramma come elemento minimale del linguaggio acustico. sadoMarta talvolta
realizza pitture sonore. Il lavorìo sonico fuoriesce da un ricamo di ago, liberato
nellidea di Zenone eleatico: nella scala delle altezze non cè un re dopo il
do, ma un microintervallo infinitesimo della costellazione -, per
stregare tra gli incanti fioriti nellombra. In ogni caso Marta si è
anche impegnata nella stesura di partiture videografiche, video a-sonori e sonori. La
visione è definitivamente un frayage di totalità: un colpo di dadi. Sequenza di
fotogrammi kubelkiana. Tracce videogrammatiche solcate dalla semiosi. Un riss
heideggeriano, una differenza derridiana. La visione si situa oltre latto del
vedere. La visione risuona, traspare. Se il mondo ottico è un
enigma, lo spazio di questenigma devessere esplorato, occorre sapere che la
materia è asignificante ed è veloce, che lo spirito è lento e che la tecnica funziona.
La visione è ciò che Rilke chiamava il grande aperto. nichilismo in
azione è dunque il video
qualcosa che non si limita a interrogare e a
sbarazzarsi del senso ma si muove con questa gaia scienza. «Un film è una battaglia per
conquistare il niente», diceva Godard: ecco un aiòn, leterno ritorno di ogni
immagine pensata e pensabile, di ogni punto dello spazio (come in una maglia elettronica,
come nelle antiche, profetiche parole di Dziga Vertov). Pensare (?), scrivere e
suonare musica e video significa filare lo spazio audiovisivo da
parte a parte, fino a raggrupparlo in
... Sminuzzare,
scheggiare, scollare. Ma basta anche con lo smontaggio del linguaggio! Qui si ammuffisce,
si soffoca. Val appena considerare le differenze di musica. La crisi storica del materiale
è un alibi, col risultato che lottava e il fotogramma rimangono la sola regia che
assegna i posti da riempire: ufficio di collocamento massone. Ma cosa fare allora?
sadoMarta sente la fregola di suggerirsi allorecchio la sua stessa
dispensa. Marta parla entre nous. Il tempo è sempre il punto. Abbiamo cura di
un aiòn di durate. Il tempo è il nostro alfabeto, il dekomponieren che
comanda sadoMarta.
(Se) cè un esordio dal vivo, si consuma a Musikluster I, rassegna di musica di
ricerca, promossa da Lenz Teatro, in collaborazione con varie realtà culturali di Parma,
nel marzo 1, con Scritture sonore e altre composizioni. Indi si registra e si
concerta Echi di musa in ascolto, performato in diverse occasioni dal vivo, per
collaborare successivamente con il maestro-compositore Claudio Lugo in un
disco-situazione, denominato Musa muta, seconda parte del progetto sulla Musa, performato
al festival di Lilliput. Recentemente si scrive e si registra Festa dei fiori e delle eco,
che si è proposto a Musikluster II. In officina cova il progetto definitivo
programmaticamente incompiuto: il Buch der bilder, oltre a progetti di
sonorizzazioni di mostre, colonne sonore di spettacoli teatrali e altro. Lattività
di live ci vede impegnati in diversi reading, concerti, happening, collaborazioni, tra cui
la presenza allesito laboratoriale di Lenz Natura Dèi Teatri 2001, e
concerti-cabaret nel 2002. Nel 2003 iniziamo inoltre una proficua collaborazione con lo
scultore-performer Paolo G. Conti al fine di produrre video, eventi, performance.
Lavoriamo insieme alla Biennale di Venezia, a Parigi (Hommage à Raymond Roussel), a
Düsseldorf, a Minden, a Firenze ecc. Nellottobre 2003 sadoMarta è coinvolta nella
fondazione del Movimento Zerotre insieme ad altri importanti artisti italiani e non con
lobiettivo di promuovere il concetto di arte effimera. Ecco qua il ben servito...
nella sua infinita pazienza sadica Marta si premura di questo scherzo che è musica.
Rossarosablu, affollata nel deserto trapuntato di stelle, la macchinetta sadoMarta sta di
guardia per loblio. In mezzo tra avanguardia e tradizione. Non cè
altro modo che il fantasma-macchina della solitudine raggomitolata nellascolto.
Musica per i nostri occhî!
sadoMarta è Riccardo Vaia scrittura, teoria, partiture, piano, chitarra, violino,
videografie, performance e Alex Nasi scrittura, teoria, partiture, basso,
percussioni e strumenti di derivazione industriale, computer e ingegneria del suono,
performance. Vaia proviene da una formazione letteraria e poetica, vive e lavora a Parma
come insegnante di scuola superiore, con un background teorico e diverse esperienze
musicali alle spalle. Nasi è performer e animale musicale con parecchie
esperienze nel campo della controcultura cyber, fetish, technopunk e underground, con alle
spalle un solido background musicologico. Attualmente, oltre a sadoMarta, è membro del
collettivo internazionale di artisti radicali Black Sun Productions.
Nella sua storia il nostro gruppo ha intersecato le idee e la prassi del maestro Claudio
Lugo, della regista Elisa Frascà e dello scultore Paolo G. Conti.