AMODANEA 2002

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Il poeta amodale Dino Sileoni
 
Occorre trasformare le difficoltà in opportunità
 
Amodalità, un fare inattuale
L’amodalità non ha uno svolgimento successivo di azioni che abbiano un nesso tra loro. Si tratta di operazioni che vengono compiute senza un fine pratico o speculativo o, quantomeno, la praticità speculativa estrinseca non è contemplata a priori. L’amodalità è aprocessuale, essa non ha né un procedimento né un metodo, quindi non ha un modo (una maniera). Ogni fare amodale è nel senso che il modo viene inventano ogni volta ed ogni volta non se ne registrano i passaggi procedurali cosicché le azioni successive non hanno memoria delle precedenti; memoria intesa come catalogazione scritta dei materiali e delle varie fasi degli atti compiuti, cosicché ogni processo in atto conserva la purezza e la freschezza di una vita vissuta nel tempo presente come atto unico ed irripetibile nelle medesime modalità, In questo senso l’amodalità non si adatta ad un processo seriale ma è il prodotto di un fare non ripetitivo nè riproduttivo.
Nella memoria di una mente sana un atto medesimo non si ripeterà mai fino all’infinito come in un disco incantato da un difetto perché sa che una infinita ripetitività significa non la vita ma la morte di quello spirito che ha posto in atto la prima idea; atto che è, però, inattuale.
La memoria della mente naturale è l’assolutamente inattuale dei tempi odierni; non c’è necessità di riproporre continuamente il modo se il fine non è il modo ma un risultato ogni volta diverso; nei sistemi complessi, in matematica, 1+1 non da come risultato scontato 2 ma risultati diversi secondo la diversità di un 1 dall’altro 1.
Il metodo, nel fare, è la negazioni di ogni avventura; avventura intesa come entrata e sviluppo all’interno di luoghi sconosciuti senza guida alcuna se non quella della sensibilità e della volontà di riuscita mossa da fame e sete speciali che la fantasia di chi opera tenderà a soddisfare. Nell’amodalità ogni fare è soggetto all’unicità ed all’irripetibilità, sia esso un fare in grande od un fare in piccolo.
In mancanza di prove di riscontro per diversità d’azione l’artista non deve dimostrare prove ad arte, semmai la sua è una non arte.
Non si ha, quindi, nè un processo nè un avanzare progressivo ma ogni procedere sarà dovuto ad un pensare e ri-pensare, un andare avanti ed un’indietreggiare, un uscire dalla"Strada" per rientrarci con modi che non sono i modi.
Anelito dell’umanità è la ricerca della verità, ma questa non ci verrà mai rivelata se non con infinite parzialità relative al momento, ad ogni momento dei tanti momenti;in ogni modo dei tanti modi compresi i non modi. Lo scopo è di ogni individuo nella sua individualità e non più nella senalità e nell’artificialità della memoria che fa perdere ogni memoria; la proposta è la proposta di ogni persona che determina la sua presenza attraverso un non metodo, reinventando momento per momento il suo procedimento e la sua propria singolarità poetica.
Dunque, non si tratta di dettare una tecnica particolare nè una tecnica in generale passata o futura, onde per futura s’intenda un’anticipazione "accaduta" dei tempi futuri ma di un procedere sganciati da ogni pressione Storica e liberi andare, cercando di trarre vantaggio dalle difficoltà ad operare riuscendo a proporre noi stessi, il nostro fare con ironia e serietà, con incanto e disincanto, sociali e asociali nello stesso tempo, e ad essere … ad onta di ogni impossibilità.
 
li 07/08/2002                                                                                      Dino Sileoni
 

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                                                          La frittata di Giancarlo Pucci

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