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"AMODANEA"
1° Incontro Nazionale degli artisti amodali
 
Tolentino (MC) 26-27 Maggio 2001
Isola pedonale di via della pace
 
Ideazione ed organizzazione: Dino Sileoni in collaborazione con Fierantiqua
 
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                      Gli artisti "amodali" espongono in Via della Pace                             Il corteo con I.Vitali vestito  da Tamburino  seguito da G. Pucci
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                     Il corteo con F. Mandrino, D. Sileoni, G. Donaudi, G. Strada            Il corteo in Piazza della Libertà con F. Mandrino e R. Strada


L'avvenimento si è svolto all'aperto (en plein air) come direbbero i francesi, ed a pieno contatto con i passanti, e quì coniamo un nuovo termine "en plein gent" per rubare spettatori! (l'espressione è di A.Cartuccia). Chi sono dunque gli artisti Amodali? - Sono coloro che non possiedono, rifuggono o non si pongono quale sia "il modo" per realizzare un'opera d'arte. Ma sono anche coloro che, il modo, se lo inventano, sia nell'improvvisazione che nella progettazione. In particolare in questo incontro gli artisti intervenuti hanno agito nelle più assoluta libertà ed autonomia, in quanto non era stato prestabilito un tema ne quali opere visive esporre, ne tantomeno era stata preparata una scaletta nella successione delle azioni performative. In uno dei due imbocchi della via è stata collocata un busto di una statua in gesso di stile classicheggiante, ma abbigliata in modo informale con cappello rosso sportivo e occhiali da sole pop. La scultura è stata fatto simbolo di "Amodanea".

 

Le foto di Agostino Cartuccia

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Dino Sileoni con Claudio Nalli                                     Cristina Cortese                                                    Dino Sileoni
 
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                            Giancarlo Pucci                                                          Gianni Donaudi, Giovanni e Renata Strada
 
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                 Sergio Carlacchiani                                                                   Francesco Mandrino,  Dino Sileoni e Gianni Donaudi
 


Cronaca di una giornta di ordinaria amodalità.
Agostino Cartuccia Il primo della lista si è espresso allestendo una bancherella con ammucchiati alla rinfusa una serie di paesaggi dipinti a tempera del pittore Nino Cansado e una bilancia. Cartuccia tentava di vendere la sua arte a peso, allo stesso prezzo del prosciutto di Parma. (questo fino a quando un solerte vigile in gonnella, chiedendo il permesso di vendita
ha stroncato definitivamente l'aspetto legittimo dell'azione artistica che però ha seguito il suo corso in modo clandestino.)
Inoltre A. Cartuccia insieme a D. Sileoni esponevano le loro ultime opere amodali realizzate in modo improprio, ad esempio dipinti realizzati con martelli di gomma e ferro al posto dei pennelli e altri realizzati a "Fucilate" presso il poligono di tiro di
Tolentino. Giancarlo Pucci dava vita ad una performance vestito da befana, durante questa sua performance realizzava
un dipinto su tela per mezzo di una rustica scopa di giunchi, usata come pennello. (la sua azione è stata eseguita due volte: il 26 e il 27 maggio). Giovanni e Renata Strada davano vita ad una propria azione di "produzione di idee" che creavano
utilizzando lussuosi display pubblicitari e povere stoffe ritagliate.
Un videoregistratore collocato nel punto centrale della strada proiettava i filmati delle varie azioni amodali tenute in passato come Venezia e Giappone, quest'ultima opera del defunto artista Cavellini promosso e amplificato anche dopo la sua scomparsa dall'ambasciatore Cavelliniano Fausto Paci.
L'artista Ivano Vitali si esibiva nell'ultimo atto della sua trilogia del "Tamburino colorato" in bianco e nero un'azione personale che persegue da tempo con vestiti di sua creazione realizzati esclusivamente con strisce sottili di giornali ed un arrangiato
tamburrino di latta che suona leggendo degli spartiti non musicali ma figurati. Un ritmo ispirato ma rigorosamente "amodale". Ivano Vitali ha anche esposto una serie di immagini che lo ritraevano in varie situazioni e in vari costumi tutti rigorosamente e
autenticamente "Vitaleschi" cioè fatti con strisce di giornali.
Claudio Nalli il filologo del gruppo ha eseguito una serie di interviste elettroniche agli artisti presenti
con un computer a comando vocale. Il computer pero' falsando le parole dettate in un ambiente non silenzioso ma in mezzo alla strada, captando altre parole e rumori diveniva esso stesso amodale, creando altre parole nuove strane e di fantasia che si inserivamo e si integravano in modo casuale al testo vero e proprio dell'intevista. A fine giornata arrivano due artisti da Torino e Venezia. Gianni Donaudi, poeta e operaio anderground della Fiat e Cristina Cortese performer minimalista.
Il giorno successivo ha visto un corteo variopinto degli artisti, ognuno con un proprio abbigliamento e atteggiamento, per le vie cittadine tra le bancarelle del mercato antiquario per realizzare un'autentico bagno di folla, con il solito "pubblico rubato" alla
fiera e donato all'arte. Di buon mattino nel frattempo erano arrivati Fausto Paci, ambasciatore cavelliniano che provvedeva come al solito a testimoniare con i suoi stichers tricolori la presenza onnipresente del suo artista e amico scomparso "G.A.C." Guglielmo Achille cavellini, con Luigi e Fabrizio Moscoloni (questi due ultimi hanno recato in dono una poesia a Scurri, il cane ideale in fil di ferro di Dino Sileoni).
Nel pomeriggio Gianni Donaudi poeta undergraund ha letto in una scena felliniana una bellissima poesia ad un cane, l'unico essere vivente, che stava ad ascoltarlo fra la totale indifferenza dei passanti. Poi è stata la volta di Cristina Cortese che
ha realizzato la sua performance con un racconto-percorso minimalista fatto di semplici e antichi oggetti di carta, sui quali poi ha passeggiato scalza come a volerne captarne tutto il ricordo, l'energia e la poesia che ne possedevano.
Successivamente un altro poeta "arrabbiato" Francesco Mandrino ha realizzato la sua performance, coadiuvato da I. Vitali, G. e R. Strada e S. Carlacchiani, polemizzando ferocemente sulla condizione emarginata del poeta che soccombe senza scampo di fronte all'immensa nullità mediatica dei grandi mezzi di comunicazione.
Infine vanno citate due presenze virtuali quella di Marcello Diotallevi che ha istallato le sue fiabe al vento, acquiloni amodali che non volano, una sorta di poesia visva composta di solitarie lettere sparse su colorate superfici geometriche.
Luca Miti invece (nessuno lo ha visto) ha esposto un cartello con ben evidente un indirizzo internet, dove era possibile visitare la sua azione reale-virtuale della semina di un campo di girasoli nel pieno centro storioco di Tolentino. Egli è stato l'unico artista assente-presente dell'incontro storico di Tolentino.
Ha concluso l'incontro amodale Sergio Carlacchiani con la sua azione-performance "Calcio di rigore". Vestito da calciatore, ha tracciato con della farina un'ampia aria di rigore e si e preparato a tirare solenni rigore, però a posto del pallone, quadri e dipindi che venivano calciati e platealmente distrutti per una sorta di ribellione all'arte stessa. Metafora allegra ma anche terribile del proprio potersi esprimere nel gioco dell'arte. gioia ma anche, senza ombra di dubbio, dannazione!

                                                                                                                                    Dino Sileoni
                                                                                                                                "non" in Tolentino

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foto di I. Vitali

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