L'avvenimento si è svolto all'aperto (en plein air) come direbbero i francesi, ed a pieno
contatto con i passanti, e quì coniamo un nuovo termine "en plein gent" per
rubare spettatori! (l'espressione è di A.Cartuccia). Chi sono dunque gli artisti Amodali?
- Sono coloro che non possiedono, rifuggono o non si pongono quale sia "il modo"
per realizzare un'opera d'arte. Ma sono anche coloro che, il modo, se lo inventano, sia
nell'improvvisazione che nella progettazione. In particolare in questo incontro gli
artisti intervenuti hanno agito nelle più assoluta libertà ed autonomia, in quanto non
era stato prestabilito un tema ne quali opere visive esporre, ne tantomeno era stata
preparata una scaletta nella successione delle azioni performative. In uno dei due
imbocchi della via è stata collocata un busto di una statua in gesso di stile
classicheggiante, ma abbigliata in modo informale con cappello rosso sportivo e occhiali
da sole pop. La scultura è stata fatto simbolo di "Amodanea".
Le foto di Agostino Cartuccia
Cronaca di una giornta di ordinaria amodalità.
Agostino Cartuccia Il primo della lista si è espresso allestendo una bancherella con
ammucchiati alla rinfusa una serie di paesaggi dipinti a tempera del pittore Nino Cansado
e una bilancia. Cartuccia tentava di vendere la sua arte a peso, allo stesso prezzo del
prosciutto di Parma. (questo fino a quando un solerte vigile in gonnella, chiedendo il
permesso di vendita
ha stroncato definitivamente l'aspetto legittimo dell'azione artistica che però ha
seguito il suo corso in modo clandestino.)
Inoltre A. Cartuccia insieme a D. Sileoni esponevano le loro ultime opere amodali
realizzate in modo improprio, ad esempio dipinti realizzati con martelli di gomma e ferro
al posto dei pennelli e altri realizzati a "Fucilate" presso il poligono di tiro
di
Tolentino. Giancarlo Pucci dava vita ad una performance vestito da befana, durante questa
sua performance realizzava
un dipinto su tela per mezzo di una rustica scopa di giunchi, usata come pennello. (la sua
azione è stata eseguita due volte: il 26 e il 27 maggio). Giovanni e Renata Strada davano
vita ad una propria azione di "produzione di idee" che creavano
utilizzando lussuosi display pubblicitari e povere stoffe ritagliate.
Un videoregistratore collocato nel punto centrale della strada proiettava i filmati delle
varie azioni amodali tenute in passato come Venezia e Giappone, quest'ultima opera del
defunto artista Cavellini promosso e amplificato anche dopo la sua scomparsa
dall'ambasciatore Cavelliniano Fausto Paci.
L'artista Ivano Vitali si esibiva nell'ultimo atto della sua trilogia del "Tamburino
colorato" in bianco e nero un'azione personale che persegue da tempo con vestiti di
sua creazione realizzati esclusivamente con strisce sottili di giornali ed un arrangiato
tamburrino di latta che suona leggendo degli spartiti non musicali ma figurati. Un ritmo
ispirato ma rigorosamente "amodale". Ivano Vitali ha anche esposto una serie di
immagini che lo ritraevano in varie situazioni e in vari costumi tutti rigorosamente e
autenticamente "Vitaleschi" cioè fatti con strisce di giornali.
Claudio Nalli il filologo del gruppo ha eseguito una serie di interviste elettroniche agli
artisti presenti
con un computer a comando vocale. Il computer pero' falsando le parole dettate in un
ambiente non silenzioso ma in mezzo alla strada, captando altre parole e rumori diveniva
esso stesso amodale, creando altre parole nuove strane e di fantasia che si inserivamo e
si integravano in modo casuale al testo vero e proprio dell'intevista. A fine giornata
arrivano due artisti da Torino e Venezia. Gianni Donaudi, poeta e operaio anderground
della Fiat e Cristina Cortese performer minimalista.
Il giorno successivo ha visto un corteo variopinto degli artisti, ognuno con un proprio
abbigliamento e atteggiamento, per le vie cittadine tra le bancarelle del mercato
antiquario per realizzare un'autentico bagno di folla, con il solito "pubblico
rubato" alla
fiera e donato all'arte. Di buon mattino nel frattempo erano arrivati Fausto Paci,
ambasciatore cavelliniano che provvedeva come al solito a testimoniare con i suoi stichers
tricolori la presenza onnipresente del suo artista e amico scomparso "G.A.C."
Guglielmo Achille cavellini, con Luigi e Fabrizio Moscoloni (questi due ultimi hanno
recato in dono una poesia a Scurri, il cane ideale in fil di ferro di Dino Sileoni).
Nel pomeriggio Gianni Donaudi poeta undergraund ha letto in una scena felliniana una
bellissima poesia ad un cane, l'unico essere vivente, che stava ad ascoltarlo fra la
totale indifferenza dei passanti. Poi è stata la volta di Cristina Cortese che
ha realizzato la sua performance con un racconto-percorso minimalista fatto di semplici e
antichi oggetti di carta, sui quali poi ha passeggiato scalza come a volerne captarne
tutto il ricordo, l'energia e la poesia che ne possedevano.
Successivamente un altro poeta "arrabbiato" Francesco Mandrino ha realizzato la
sua performance, coadiuvato da I. Vitali, G. e R. Strada e S. Carlacchiani, polemizzando
ferocemente sulla condizione emarginata del poeta che soccombe senza scampo di fronte
all'immensa nullità mediatica dei grandi mezzi di comunicazione.
Infine vanno citate due presenze virtuali quella di Marcello Diotallevi che ha istallato
le sue fiabe al vento, acquiloni amodali che non volano, una sorta di poesia visva
composta di solitarie lettere sparse su colorate superfici geometriche.
Luca Miti invece (nessuno lo ha visto) ha esposto un cartello con ben evidente un
indirizzo internet, dove era possibile visitare la sua azione reale-virtuale della semina
di un campo di girasoli nel pieno centro storioco di Tolentino. Egli è stato l'unico
artista assente-presente dell'incontro storico di Tolentino.
Ha concluso l'incontro amodale Sergio Carlacchiani con la sua azione-performance
"Calcio di rigore". Vestito da calciatore, ha tracciato con della farina
un'ampia aria di rigore e si e preparato a tirare solenni rigore, però a posto del
pallone, quadri e dipindi che venivano calciati e platealmente distrutti per una sorta di
ribellione all'arte stessa. Metafora allegra ma anche terribile del proprio potersi
esprimere nel gioco dell'arte. gioia ma anche, senza ombra di dubbio, dannazione!
Dino Sileoni
"non" in Tolentino